LA NEVE! EVVIVA?

Ha nevicato e neanche poco. L’ultima volta che abbiamo visto la neve è stato circa 30 anni fa, quando nevicò a Roma nell’85.

Eravamo più eccitati noi due adulti che i bambini. Vagavamo per i campi, con la neve alle ginocchia, scattando foto su foto, inebriati di bianco.

Gli alberi carichi di neve ci sembravano enormi coni gelato. Era tutto così surreale e indescrivibile.

Non avevamo pensato alle scorte. Mancava il latte e così decidiamo di scendere dalla collina a piedi, tutti e quattro. I bambini in spalla, imbacuccati nei marsupi e noi bardati di calzamaglia, canottiera, maglioni doppi, guanti, sciarpe, cappelli e paraorecchie.

Arrivati a valle, stanchi e sudati, ci fermiamo a guardare alcuni uomini intenti a scrollare la neve dai loro ulivi.

“Strano!”, ci diciamo. Al rientro a casa ci viene un dubbio. Facciamo un rapido giro dell’uliveto e ci accorgiamo che il peso della neve ha spezzato diversi rami e alcuni alberi sono irreparabilmente rovinati.

Ci siamo messi a sbatacchiare 250 ulivi dalla neve e vi sembrerà strano, ma è stato divertente.

Rat-ta-ta-ta-ta-ta… pluff!

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3 risposte a LA NEVE! EVVIVA?

  1. Gabriella ha detto:

    Ciao Barbara sono Gabry, da qs blog ho capito che vivi in una dimensione a misura d’uomo, il ritorno alla natura, a ritmi più naturali..ho anche capito che hai avuto il secondo, maschio deduco quello che stava dentro te mentre recitavamo..Sono felice per te e sono contenta del tuo blog, l’ho trovato molto interessante io che ho casa a Ponzano romano e appena posso scappo da Roma per immergermi nella natura. Interessante la capanna sudatoria, e da papà ho imparato a conoscere ed apprezzare tutte le erbe spontanee…Ti seguirò ancora ma verrai a vedere lo spettacolo a teatro?

  2. mauro ha detto:

    Ho condiviso il ‘piacere’ del cammino con la neve alle ginocchia e un figliolo (pure un poco più grande del vostro) sulle spalle per venire in quello splendido posto che è la vostra casa. Fradicio più che sudato. Ma felice. Felice di avere la mia famiglia con me, di poter respirare insieme quell’aria fredda, pulita, libera. Di sbronzarmi di quel bianco che non era solo una sensazione di purezza… era moralità. Felice di sentire il me bambino ancora vitale. Condividere un tè caldo con voi tutti, il fuoco del camino e la vita in quel momento in quello spazio. Condividere. Felice.

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